10 RISPOSTE AGLI ELETTORI

Pensi che le cosiddette “nuove professioni limitrofe” (counseling-non-psicologico) alla psicologia siano un modo per aggirare la legge che definisce la professione di psicologo?

Tutti gli studi del settore ormai concordano che i diversi “lavori della conoscenza” abbiano rotto gli argini delle professioni tradizionali, e in Europa è da tempo aperta una discussione sui confini tra la professione dello psicologo e quelle limitrofe. In questo scenario l’Ordine deve favorire l’emergere delle diverse posizioni e contribuire ad alimentare il dibattito scientifico, interrogandosi comunque principalmente su quale sia la modalità più efficace per promuovere i propri iscritti.

Noi crediamo vadano sviluppate con forza tre direttrici: aiutare gli psicologi a rafforzare le proprie competenze in modo da far emergere chiaramente il valore aggiunto di cui sono portatori, diffondere e sviluppare una cultura psicologica al fine di renderla più appetibile per i diversi mercati potenziali della professione e concorrere a far emergere il valore aggiunto della psicologia stessa, combattere la confusione tra pratiche in modo da sottrarre mercato all’abusivismo.

A parte la promozione della psicologia, cosa su cui sono tutti d’accordo, è corretto che l’Ordine agisca con determinazione di fronte alle “nuove professioni”?

Occorre che l’Ordine agisca con determinazione verso le nuove professioni, incrementando le sinergie e riducendo le ambiguità.
Occorre inoltre che anche la psicologia sia percepita come una professione “nuova”, cioè innovativa, capace di portare un reale valore aggiunto nella promozione del benessere nei diversi contesti.

Pensi sia illegittimo che una scuola di psicoterapia svolga corsi abilitanti per psicologi psicoterapeuti e contemporaneamente apra al counseling come attività praticabile da chiunque?

Dobbiamo ribadire con forza l’importanza di diffondere la cultura della psicologia, in modo da ridurre i margini di ignoranza ed ambiguità in cui si annida l’abusivismo.

Dobbiamo inoltre invertire la tendenza un po’ masochista che considera i non psicologi come potenziali maestri di psicologi, mentre inibisce la possibilità reale degli psicologi di essere a loro volta “maestri” di altri: un neo-laureato in economia che possa comprendere la ricchezza portata dalla psicologia sarà un futuro manager d’azienda alla ricerca di servizi psicologici, un insegnante che potrà vedere le risorse della psicologia sarà un futuro inviante o committente di un servizio di psicologia scolastica.

Gli psicologi italiani sono un terzo degli psicologi d’Europa, con un rapporto psicologo/cittadino più che triplo rispetto alla media EU. Promuoveresti una campagna attiva per la riduzione/chiusura di una parte dei corsi di laurea in psicologia?

L’Ordine deve promuovere iniziative di reale orientamento alla professione, da offrirsi non solo ai laureandi e laureati in psicologia, ma anche e soprattutto a quanti stanno decidendo quale percorso universitario intraprendere. Salvaguardando così un importante valore di libertà, senza contribuire a produrre attese occupazionali irrealistiche.

La professione di psicologo richiede un tipo di formazione continua specifica. Su questa base avalleresti un’iniziativa di opposizione attiva al sistema ECM, in favore di una formazione continua pensata ad hoc per gli psicologi in cui comprendere ad esempio la supervisione, la pubblicazione di articoli, alcune attività professionali?

L’apprendimento ormai è definito come processo “long life”. Ciò che conta è che i professionisti continuino ad aggiornarsi: le forme che facilitano tale apprendere non coincidono certo esclusivamente con i corsi ECM.

L’Ordine deve facilitare l’accesso di tutti gli psicologi alle diverse risorse d’apprendimento, vigilando al contempo sul mantenimento di standard adeguati di professionalità.

Sei d’accordo che vadano perseguiti sul piano deontologico i colleghi che svolgono “terapie riparative” dell’omosessualità?

Psicologi e psicoterapeuti non sono idraulici ne meccanici e pertanto non riparano nessuno. A maggior ragione se non c’è nulla da riparare.

È necessario stimolare le scuole di psicoterapia ad aderire a carte etiche proposte dagli Ordini o da soggetti terzi al fine di tutelare i loro iscritti da iniziative eccessivamente arbitrarie (colloqui di selezione a pagamento, esami finali con richieste troppo differenti, tirocini poco attinenti, etc.)?

L’Ordine deve vigilare con forza circa il rispetto delle norme deontologiche che la comunità professionale si è data. Non ha invece titolo per fornire patenti di “eticità” a chicchessia, altrimenti inevitabilmente da Istituzione laica si va a trasformare in Nume tutelare di istanze morali. Con una importante notazione: il rapporto tra scuola e allievo è legato ad una libera scelta dell’allievo stesso, il rapporto tra Ordine e iscritto è obbligatorio. 

Ci vuole quindi grande responsabilità nel non abusarne.
Occorre inoltre ricordare che il riconoscimento delle scuole di psicoterapia spetta al MIUR, ossia al ministero, e non all’Ordine Professionale, il quale piuttosto potrebbe con lui aprire una riflessione per capire se e come aggiornare criteri e norme a tal proposito.

Sei d’accordo sul fatto che l’ordine professionale debba offrire ai propri iscritti delle funzioni e servizi concreti come funzione principale?

La funzione principale dell’Ordine degli Psicologi nel nostro paese è dettata dalla Legge. Noi vogliamo ampliare l’utilità dell’Ordine stesso per i propri iscritti e per tutta la società civile fornendo concreti vantaggi per chi, obbligatoriamente, deve versare la quota annuale. Ad esempio: sportelli, servizi e cantieri

Sei d’accordo che chi viene eletto debba garantire un impegno e una presenza lavorativa reale e documentata presso gli Ordini?

Fare il consigliere dell’Ordine non è un lavoro, ma un servizio reso alla comunità professionale che ti ha eletto, non assunto. Basta con incarichi professionali affidati ai consiglieri, che diventano così i committenti di se stessi. Ai consiglieri il compito di proporre, coordinare e vigilare, ai professionisti di volta in volta selezionati il compito di realizzare. Inoltre, basta con un Ordine che decide tutto per tutti, vogliamo una democrazia dal basso, che garantisca più spazio per le iniziative pensate e realizzate dai colleghi.

Ad Agosto 2014 entrerà in vigore l’obbligo assicurativo RC per gli psicologi. Sei favorevole a includere il premio nella quota di iscrizione OPL assicurando in automatico tutti gli iscritti?

Sì, ma riteniamo che una proposta realistica e non demagogica in questo senso sia possibile solo utilizzando una parte delle risorse di OPL e una parte delle quote che ad oggi vengono trasferite al CNOP.