ELENA VEGNI

Chi sono

Mi chiamo Elena Vegni, ho 49 anni e vivo a Milano con il mio compagno e due ragazzi di 12 e 10 anni. La mia esperienza formativa inizia presso l’Università degli Studi di Milano, dove mi sono laureata in Filosofia con una tesi sui processi di medicalizzazione che a suo modo ha segnato il mio futuro professionale: mi sono appassionata alla formazione medica, ho fatto un percorso di bioetica per approdare poi alla Facoltà di Medicina nella veste di giovane ricercatore. Nel frattempo ho preso la seconda laurea in Psicologia Clinica e di Comunità a Torino e ho poi conseguito la specializzazione in psicoterapia. La grande passione per la ricerca – soprattutto nell’ambito della salute – e per la clinica mi hanno portato ad essere attualmente Direttore della Unità Complessa di Psicologia clinica presso la ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, e Professore Associato di Psicologia Clinica al Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano. In tutte le vesti mi occupo di psicologia clinica, con una competenza ampia sul vissuto dei pazienti affetti da patologia organica, sugli aspetti della comunicazione tra gli operatori sanitari e i pazienti, e sul ruolo della psicologia clinica nei contesti sanitari.

Oggi e Domani

Penso che l’ambito della sanità sia una vera sfida per la psicologia, ed in particolare la psicologia clinica. Le richieste di intervento psicologico specifico in questo contesto sono crescenti, sempre più ‘certificate’ normativamente e diversificate operativamente. L’intersezione con la sanità è interessante, non scontata per conoscenze e competenze, forse non sufficientemente coperta culturalmente dai processi formativi che abbiamo a disposizione.
La decisione di candidarmi con Professione Psicologo nasce dalla convinzione che sia importante che una persona che è cresciuta e maturata nel contesto della psicologia clinica in sanità possa custodire, o rinforzare o in certi casi costruire delle basi per i professionisti di oggi e di domani che lavorano in questo campo. Credo che lo farò non solo con la competenza di cui dispongo e che metto a disposizione del gruppo di lavoro, ma anche con la passione che mi caratterizza.

Per questo il mio impegno è volto a promuovere e sostenere:

 OCCUPABILITÀ: promuovendo e sostenendo la costruzione di tavoli di lavoro sul tema della precarietà professionale e sull’importanza del lavoro degli psicologi nella sanità pubblica
 FARE RETE/TERRITORIO: promuovendo e sostenendo un’interlocuzione attiva con la Regione sulle tematiche della Salute Mentale
 TUTELA DELLA PROFESSIONE: tutela e promozione della figura del neuropsicologo

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