PROFILO ALESSANDRA MICALIZZI

Mi chiamo Alessandra Micalizzi, sono nata a Catania e vivo a Milano dal 1997, dove mi sono trasferita per completare gli studi. Sono sposata con Fabrizio e, insieme a Sofia, la nostra bimba di 5 anni, viviamo a San Donato Milanese.

I miei interessi per la psicologia, sebbene sempre latenti, sono diventati realtà in tempi un po’ maturi. Ho conseguito una prima laurea in Relazioni Pubbliche, presso la IULM di Milano, dove ho completato anche il dottorato in Comunicazione e nuove tecnologie. Solo dopo, ho intrapreso i miei studi presso l’ITIU di Roma, completando la laurea triennale in Discipline Psicosociali. Oggi frequento il terzo anno del master in Counseling con la Procedura Immaginativa presso la SISPI – Scuola Internazionale di Specializzazione con la Procedura Immaginativa.

Ecco perché mi ritengo una professionista di frontiera: ho sempre coniugato i miei interessi per le nuove tecnologie con studi molto orientati all’intervento per il supporto in situazioni d’aiuto. Sono autrice di diverse pubblicazioni e saggi dedicati al tema dell’elaborazione del lutto attraverso la narrazione condivisa della perdita in contesti digitali. Oggi mi occupo soprattutto di ricerca, sia nell’ambito dei consumi, che in quello più accademico con particolare riferimento alle emozioni come la vergogna.

Considerato il mio particolare percorso professionale e di formazione, sostengo la lista Professione Psicologo perché mi riconosco soprattutto nei seguenti punti del programma di cui mi faccio promotrice:

  • L’internazionalizzazione dell’ordine ed i rapporti con le realtà presenti in Europa e nel mondo che tutelano e promuovono la professione dello psicologo a vario titolo al fine di creare un network di contatti che favorisca lo scambio di visioni e di azioni di intervento, aiutando giovani e meno giovani che si avvicinano alla professione a cogliere le sfide del mercato;
  • La virtualizzazione della partecipazione a favore di un impiego più massiccio e integrato delle nuove tecnologie nella relazione tra Ordine ed iscritti e fra gli iscritti stessi;
  • Il dialogo, costruttivo, professionale e ben regolamentato, tra psicologi e le altre professioni legate alla relazione d’aiuto (medici, counselor, psicopedagogisti, educatori, assistenti sociali) affinché al centro possa essere messa la persona e il suo benessere e si trovi lo spazio per un riconoscimento più forte di ruoli, compiti, strumenti e delimitazioni;
  • Il confronto e la collaborazione tra l’ordine degli psicologi della Lombardia e altri albi professionali perché nella dialettica possibile tra professionisti appartenenti ad ambiti molto distanti si possano individuare i terreni comuni e lavorare per definire collaborazioni, interscambi e proposte di intervento integrate.