PROFILO STEFANO GHENO

Mi chiamo Stefano Gheno, sono nato a Milano il 16 gennaio 1964, sposato e padre di due figli. Sono psicologo del lavoro e svolgo la professione prevalentemente presso aziende ed organizzazioni non profit. Mi occupo di benessere organizzativo, di formazione e sviluppo delle risorse umane, oltre che sul campo – requisito fondamentale per un professionista – anche in Università, dove insegno da più di 15 anni.

Sono membro di diverse società scientifiche (Associazione Italiana di Psicologia, Società Italiana di Psicologia di Comunità, Società Italiana di Psicologia Positiva) e professionali (Associazione Italiana Formatori).

Sono già consigliere dell’Ordine. Per molto tempo all’opposizione, prima che la maggioranza di AP si sgretolasse. Il mio principale lavoro in questi anni è stato legato al funzionamento stesso di OPL, al fine di permettere l’espressione di più voci oltre a quella monocorde di chi governava. Siamo così riusciti ad istituire una commissione di garanzia che ha permesso anche al nostro gruppo di portare avanti progetti di interesse generale, di cui troverete cenno in questo sito. Ho inoltre posto in questi anni, un grande impegno nel difendere una posizione di moderazione nei procedimenti deontologici contro l’accanimento spesso pregiudizievole di altre componenti del Consiglio.

Accanto a questa preoccupazioni “istituzionali”, il mio lavoro in consiglio si è concentrato sullo sviluppo di nuove opportunità occupazionali per gli psicologi del lavoro, in particolare nel campo della promozione del benessere nelle organizzazioni di lavoro. Ho svolto – con altri colleghi – una serie di incontri con le forze dell’ordine lombarde per illustrare le possibilità in questo campo ed avviato una serie di incontri con responsabili delle risorse umane per valorizzare le potenzialità della psicologia in azienda.

Le ragioni di una nuova candidatura stanno principalmente nel desiderio di poter contribuire alla promozione e allo sviluppo della nostra professione e della nostra comunità di professionisti senza erigere steccati, ma lavorando invece per un aumento delle opportunità e del riconoscimento sociale del valore aggiunto che la psicologia porta.

A tale scopo vorrei promuovere dei veri e propri “stati generali” della psicologia che diano voce ai tantissimi colleghi che in questi anni si sono sentiti abbandonati, se no traditi dal loro Ordine.

Accanto a ciò mi impegno a favorire un vero e proprio decentramento, permettendo ai colleghi dei diversi territori lombardi di avere nell’Ordine un interlocutore reale che valorizzi e promuova, anche finanziariamente, le iniziative prese dalle comunità locali.

Infine, il mio impegno andrà senz’altro nella direzione di una maggiore sostenibilità delle/dei giovani colleghe/i che si avviano alla professione in un periodo così difficile e spesso vivono con sconforto questo momento decisivo. Vorrei un Ordine che sia loro più vicino, concretamente impegnato a promuovere opportunità e a sostenere il difficile equilibrio tra vita personale e professionale, anche attraverso un nuovo rapporto (a oggi di fatto inesistente) con Istituzioni, parti sociali e società civile.