SILVIA VALADÈ

Chi sono

Mi chiamo Silvia Valadè e ho 36 anni. A Milano, dove oggi vivo con il mio compagno e la nostra bambina di tre anni, ho portato avanti il mio percorso formativo per diventare psicologa e poi psicoterapeuta: la laurea magistrale all’Università degli Studi Milano-Bicocca e la specializzazione in psicoterapia in Area G, scuola ad orientamento Psicoanalitico per Adolescenti e Adulti.

Mi sono avvicinata al complesso e affascinante mondo della tutela grazie agli anni passati all’interno di CTiF (ex centro per la cura del trauma), dove ho potuto lavorare a stretto contatto con le comunità e con il centro clinico imparando ad interagire nella rete e con la rete dei servizi sul territorio. In CTiF ho svolto la mia attività di psicoterapeuta sia nelle prese in carico dei pazienti delle comunità che coprono la fascia di età compresa tra i 4 e 15 anni sia in quelle del centro clinico specializzato nel trattamento delle aree traumatiche, in particolare per quanto riguarda l’abuso e l’alta conflittualità.

Per molti anni ho avuto la possibilità di rendere più solide le mie competenze in psicologia giuridica affiancando professionisti affermati sul campo: questo mi ha permesso di diventare CTP, Ausiliario del Giudice per le audizioni protette e dal 2016 sono iscritta all’Albo dei CTU di Milano. Presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, sono cultrice della materia in neuropsichiatria infantile e sono professore a contratto per la “Valutazione e Intervento in psicopatologia dell’età evolutiva”.

Infine, la mia passione per la diffusione e la promozione della cultura psicologica, mi ha portata a diventare componente attivo del consiglio direttivo del Centro Studi per la Cultura Psicologica, che da quasi dieci anni promuove e organizza eventi e attività di formazione permanente.

Oggi e Domani

Sono convinta che sia fondamentale che il nostro Ordine professionale si impegni per garantire il riconoscimento delle specificità e delle modalità di intervento proprie della tutela e della psicologia giuridica. Entrambe rappresentano territori che necessitano di protocolli condivisi e di modalità comunicative interdisciplinari che possano favorire il dialogo tra diverse professioni, bisogni e obbiettivi.

La decisione di candidarmi con Professione Psicologo nasce dal desiderio e dalla consapevolezza di poter portare avanti progetti ed idee all’interno di un contenitore fertile, che ha già fatto tanto nel corso dell’ultima consigliatura perseguendo l’obbiettivo del “fare” per la professione: sia pensando alla nostra categoria professionale, sia a coloro che con essa quotidianamente dialogano.

Rappresentare significa mettere in pratica gli strumenti della cassetta degli attrezzi che, come ognuno dei colleghi e delle colleghe per cui mi impegnerò, ho costruito nei lunghi anni formativi che segnano la strada per diventare psicologi e psicoterapeuti.

Il mio impegno è volto a:

 IDENTITÀ PROFESSIONALI: delineare competenze, identità e specificità dei diversi profili professionali in cui la nostra categoria si declina (con uno sguardo attento all’ambito della psicologia giuridica, ma non solo);
 DEONTOLOGIA: tenere viva la riflessione sulla deontologia professionale, favorendo un dialogo multidisciplinare;
 DIRITTI: attivare gruppi di lavoro per sostenere, supportare e progettare su tematiche cruciali e contemporanee come quelli inerenti i minori, i migranti, la comunità LGBTQI e il femminile.

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